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Il Progetto DREEAM

Ottobre 2015. ATER Treviso aderisce al Progetto DREEAM, una proposta innovativa per la riqualificazione energetica edilizia finanziata dall’Unione Europea

HORIZON 2020: il programma quadro europeo per ricerca e innovazione

Horizon 2020 è lo strumento finanziario di attuazione dell’Unione dell’Innovazione, una delle 5 iniziative faro della strategia Europa 2020, volta a garantire la competitività globale dell’Europa. Horizon 2020 rappresenta lo strumento principale dell’Unione europea per il finanziamento della ricerca in Europa per il periodo 2014–2020 e, oltre ad essere il più importante programma di finanziamento al mondo per la ricerca con una dotazione complessiva di circa 80 miliardi di euro, rappresenta l’agenda comune a livello europeo per coordinare le attività di R&D dei Paesi Membri.

Il programma HORIZON 2020 è organizzato in 3 pilastri:

  • SCIENZA ECCELLENTE, il cui scopo è finanziare la ricerca collaborativa per aprire nuovi e promettenti campi di ricerca e di innovazione mediante il sostegno alle tecnologie emergenti e future
  • LEADERSHIP INDUSTRIALE, finalizzato a consolidare la leadership del sistema produttivo ed industriale europeo nelle tecnologie abilitanti e industriali (Key Enabling Technologies, ovvero ICT, nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie, sistemi avanzati di fabbricazione e trattamento e alla ricerca spaziale)
  • SFIDE SOCIALI, il cui scopo è sviluppare ricerca ed innovazione a beneficio di una molteplicità di settori, tecnologie e discipline per risolvere grandi sfide e cambiamenti che attraversano la società europea.

Un obiettivo generale accomuna le linee di intervento di Horizon 2020: lo sviluppo sostenibile e il raggiungimento degli obiettivi climatici fissati dagli Accordi di Parigi. Più della metà dei fondi del programma HORIZON 2020 è destinato alla realizzazione di progetti che hanno un diretto impatto sull’ambiente e sulla mitigazione degli effetti determinati da cambiamenti climatici.

Gli obiettivi europei nella lotta ai cambiamenti climatici

L’Unione Europea è impegnata in questo campo da molti anni, sia sul piano interno che a livello internazionale, e ha fatto della lotta al cambiamento climatico una delle priorità del suo programma di interventi, di cui è espressione la sua politica per la mitigazione e adattamento ai fenomeni epocali connessi al cambiamento repentino del clima.

L’Unione Europea ha inoltre integrato l’obiettivo del controllo dei gas serra in tutti i settori economici e sociali sotto la sua competenza, in modo da conseguire i seguenti obiettivi: consumo più efficiente di un’energia meno inquinante; trasporti più puliti e più equilibrati; responsabilizzazione delle imprese senza comprometterne la competitività; gestione del territorio e agricoltura al servizio dell’ambiente e creazione di un quadro favorevole alla ricerca e all’innovazione.

Alla conferenza sul clima di Parigi (COP21) del dicembre 2015, 195 paesi hanno adottato il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sul clima mondiale. L’accordo definisce un piano d’azione globale, inteso a rimettere il mondo sulla buona strada per evitare cambiamenti climatici pericolosi limitando il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2ºC.

Che cos’è il progetto DREEAM

Il progetto  DREEAM – che ha lo scopo di promuovere un modello di edificio residenziale ad “emissioni quasi zero” – si colloca come iniziativa pilota condotta da un partenariato pubblico-privato alle sfide poste dagli obiettivi di Europa 2020, ovvero il taglio delle emissioni di gas serra del 20%, la riduzione del consumo di energia del 20% e l’aumento del 20% del consumo energetico totale europeo generato da fonti rinnovabili.

In questa sfida, l’importanza di agire sull’efficienza energetica degli edifici è evidente: oggi, quasi il 40% del consumo finale di energia (e il 36% delle emissioni di gas a effetto serra) è assorbito da case, uffici pubblici e privati, negozi e altri edifici, mentre i 2/3 di tale percentuale riguarda consumi energetici per il riscaldamento / raffrescamento di ambienti.

Il settore pubblico deve dare il buon esempio e l’azione di DREEAM ha la capacità di promuove azioni concrete volte all’utilizzo delle rinnovabili, alla leadership tecnologica ed al lancio di nuove iniziative per promuovere il risparmio energetico a livello locale.

Gli investimenti nel settore dell’efficienza energetica in ambito abitativo rappresentano il cuore delle politiche europee ed internazionali per la riduzione delle emissioni e la lotta al cambiamento climatico. Si stima, infatti, che l’80% del patrimonio edilizio globale sia caratterizzato da prestazioni energetiche molto povere e necessiti di efficaci interventi di ristrutturazione per la riduzione dei consumi.

Tuttavia, le attuali percentuali di interventi di riqualificazione energetica non sono sufficienti per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nel settore residenziale. Inoltre, gli abituali interventi volti al risparmio energetico hanno una portata limitata, modesta, poiché riguardano generalmente un solo edificio e impiegano tecnologie che non riescono ad ottimizzare i singoli apporti perché non dialogano fra loro . É di fondamentale importanza, invece, cominciare a  sviluppare tecnologie interconnesse, che si basano sull’uso delle energie rinnovabili e sfruttare i potenziali benefici finanziari derivanti da interventi a scala di quartiere o addirittura di distretto.

Il progetto DREEAM, a cui ATER Treviso ha aderito nell’ottobre del 2015, è una proposta innovativa di riqualificazione energetica edilizia finanziata dall’Unione Europea nell’ambito del programma quadro per la ricerca ed innovazione HORIZON 2020, e rappresenta una delle principali iniziative messe in atto da parte della Commissione Europea per individuare alcuni modelli virtuosi e replicabili di riqualificazione energetica a scala di quartiere nell’edilizia sociale e residenziale.

DREEAM ha come obiettivo pilota gli alloggi sociali e pubblici, che rappresentano il 12% del patrimonio edilizio dell’UE. I proprietari, che nei paesi del nord Europa sono generalmente delle società private mentre nel sud Europa sono più spesso enti pubblici, sono caratterizzati dal possedere grandi portafogli di edifici residenziali spesso obsoleti e quindi con un elevato potenziale di miglioramento delle prestazioni energetiche.

La metodologia sperimentata dal progetto DREEAM sull’edilizia sociale europea potrà essere utilizzato come esempio pilota e modello economico innovativo per le riqualificazioni energetiche di ogni tipo, appartenenti sia al settore pubblico che privato, in quanto basato su importanti economie di scala e su di una gestione intelligente dei consumi determinata da una attenzione ai comportamenti degli inquilini nell’utilizzo dell’energia all’interno delle loro abitazioni e alla introduzione di abitudini “virtuose” che massimizzano il risparmio delle fonti fossili.

Un progetto innovativo: un nuovo approccio alla pianificazione e gestione degli interventi su scala multi-edificio

Il progetto DREEAM prevede il monitoraggio dei consumi e l’analisi delle bollette delle utenze domestiche e condominiali, prima , durante e dopo l’intervento edilizio. Insieme all’audit energetico iniziale, il monitoraggio, eseguito mediante l’installazione di sensori e dispositivi e con la stretta collaborazione con gli inquilini, permette di comparare i consumi energetici del fabbricato prima e dopo i lavori, al fine di verificare l’efficacia dell’intervento realizzato mediante la metodologia “DREEAM”.

Il progetto DREEAM permette, quindi, di studiare e conoscere in quanti anni sarà possibile rientrare degli investimenti effettuati per i lavori edilizi, grazie ai risparmi sulle bollette delle varie utenze e di creare un nuovo modello contrattuale dove i proprietari dell’edilizia sociale (enti pubblici o privati) e gli inquilini collaborano e co-investono con l’obiettivo di azzerare i consumi energetici e i costi delle utenze e di vivere in un edificio riqualificato a “costo zero” e caratterizzato da requisiti di alta classe energetica. Inoltre sarà possibile conoscere, attraverso un software elaborato dall’Università di Chalmers in Svezia, quali azioni e quali tecnologie di riqualificazione energetica consentono nel tempo un più veloce rientro degli investimenti.

In questo modo per il proprietario sarà possibile recuperare i costi dell’investimento iniziale dai risparmi in bolletta nell’arco di 10 o 20 anni. Allo stesso modo, l’inquilino del “social housing” beneficerà immediatamente di uno sconto sulle bollette per  tutta la durata del progetto e vedrà migliorata in modo radicale  la qualità ed il comfort del proprio alloggio, sia per quanto riguarda il periodo invernale che quello estivo, aspetto quest’ultimo che presenta una particolare rilevanza proprio in Italia e più in generale nel sud Europa.

Al termine del periodo stabilito contrattualmente per il recupero degli investimenti, l’inquilino beneficerà integralmente di un alloggio a “bollette vicine a zero”.

L’innovazione si realizza sia attraverso l’integrazione di diverse tecnologie che utilizzano fonti rinnovabili, sia con l’introduzione di nuove formule contrattuali relative alle utenze domestiche. Sarà possibile, infatti, diminuire i consumi energetici e le emissioni di CO2 in atmosfera in linea con le Direttive UE per l’efficienza energetica degli edifici e, al contempo, ridurre drasticamente i costi di gestione e le bollette degli inquilini destinatari dell’edilizia sociale sia in Italia che in altri paesi della CE.

Il progetto DREEAM permette ad ATER di Treviso di disporre del supporto legale necessario a redigere un nuovo contratto tipo che, attraverso anche il coinvolgimento delle ditte ESCO tramite gara d’appalto, assicuri il ritorno degli investimenti effettuati per le opere edilizie e garantisca all’inquilino di ottenere la condivisione di parte dei benefici ottenuti dai risparmi sulle bollette.

L’approccio DREEAM viene sperimentato su tre siti pilota nel Regno Unito, in Germania ed in Italia, mediante la collaborazione di un gruppo di lavoro internazionale.

ATER di Treviso svolge un ruolo di primo piano nel progetto: sulla base di una serie di valutazione tecniche condotte dal gruppo di ricerca internazionale, è stato scelto il quartiere di San Paolo per la realizzazione di un innovativo intervento per ridurre del 75% il fabbisogno energetico di 2 grandi edifici residenziali a torre situati in via Borgo Furo.

Intervento pilota di via Borgo Furo: ridurre del 75% il fabbisogno energetico di 2 grandi edifici residenziali

Sulla base di una serie di valutazione tecniche condotte dal gruppo di ricerca internazionale nel periodo 2016-2017, è stato scelto il quartiere di San Paolo per la realizzazione di un innovativo intervento per ridurre del 75% il fabbisogno energetico di 2 grandi edifici residenziali situati in via Borgo Furo, a Treviso. L’opera di riqualificazione energetica, la cui conclusione è prevista entro l’estate del 2018, trasformerà in pochi  mesi i due palazzi ed i 36 appartamenti oggetto dell’intervento, in un caso studio a livello europeo. Gli altri due interventi pilota previsti dal progetto DREEAM si trovano a Padiham (UK) e Berlino (DE).

Descrizione del sito

Borgo Furo 35 e Viale Francia 1 sono due condomini a torre, ciascuno dei quali caratterizzato da 18 appartamenti collocati all’interno di un complesso di 6 torri situato in un quartiere periferico di Treviso, San Paolo.

L’attuale costruzione è priva di isolamento, presenta finestre a vetri singoli con telai e cassonetti obsoleti in acciaio zincato e persiane in PVC. Il riscaldamento degli ambienti e la produzione di acqua calda sanitaria viene prodotta con caldaie autonome a gas. Tutti gli inquilini hanno un contratto autonomo ed indipendente per la fornitura di energia elettrica e gas ad uso dell’abitazione. Diversi appartamenti presentano problemi legati a muffe ed umidità, oltre ad una elevata dispersione termica che ripercuote i suoi effetti sugli elevati costi di bolletta. In molti casi gli inquilini hanno installato doppie finestre e condizionatori, per contrastare le muffe, il freddo invernale e l’umidità del periodo estivo.

I lavori verranno realizzati tra novembre 2017 ed agosto 2018.

Descrizione dell’intervento

I lavori comprendono:

  • coibentazione del sottotetto e del primo solaio con materassini isolanti.
  • riqualificazione delle pareti esterne dei fabbricati e posa di uno strato coibente a “cappotto” e blocco dei principali ponti termici con isolamento innovativo a basso spessore tipo aerogel;
  • sostituzione dei serramenti negli alloggi con nuovi monoblocco in legno e vetro basso emissivo Uw1.1 medio a doppia camera – con i cassonetti persiana e davanzali coibentati
  • sostituzione dei serramenti esistenti nei  vani scala con nuovi in pvc e vetro basso emissivo monocamera,
  • sostituzione della porta d’ingresso con una nuova blindata;
  • installazione di impianto di ventilazione meccanica assistita con recupero di calore, attraverso corridoi e bagni opportunamente controsoffittati. I Sistemi CMV con scambiatori di calore, ovvero sistemi di ventilazione controllata per il recupero di energia consentono il recupero parziale dell’energia di riscaldamento o raffreddamento che – altrimenti  -andrebbe persa con un semplice ricambio d’aria (ad esempio aprendo le finestre).
  • sostituzione delle caldaie con nuove a condensazione, sostituzione valvole radiatori, posa di teste termostatiche;
  • installazione di pannelli solari e fotovoltaici in falda e su tetto piano
  • revisione generale coperture del fabbricato a protezione dell’isolamento del sottotetto con sostituzione del manto in tegole in c.a., posa di guaina impermeabilizzante
  • installazione di sistema di linee vita ai sensi delle norme regionali, adeguatamente assicurate alle strutture portanti in c.a. dell’ultimo solaio.
  • Sostituzione delle verande esistenti condonate con altre di nuova tipologia.
  • Dispositivo di ottimizzazione dell’uso dell’energia solare e di limitazione delle fonti fossili.
  • Dispositivo per l’ ottimizzazione dell’uso dell’energia solare e limitazione delle fonti non rinnovabili
  • Dispositivi di limitazione contro lo spreco di acqua

 

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Gli inquilini al centro del progetto DREEAM

Per realizzare un piano di risparmio energetico su grandi edifici residenziali risulta necessario coinvolgere coloro che direttamente beneficeranno della riqualificazione, ovvero gli inquilini, conoscendone le loro abitudini, i loro fabbisogni, i dettagli dei consumi. Il tutto allo scopo di predisporre un intervento di riqualificazione energetica “smart”, incentrato sulla persona ed in grado di massimizzare i costi/benefici dell’investimento.

Il team di lavoro del progetto DREEAM, sulla base di un modello di lavoro proposto dall’Università di Chalmers (il capofila del progetto DREEAM), ha provveduto ad una approfondita analisi delle abitudini energetiche degli inquilini dei due edifici pilota situati in via Borgo Furo.

Nell’ambito di tale analisi, sono stati intervistati 18 nuclei famigliari residenti nei due edifici pilota. Le interviste – ispirate ad una comune metodologia di indagine definita a livello internazionale – hanno consentito al gruppo di ricerca di acquisire un quadro dettagliato delle problematiche riscontrabili negli appartamenti (ad esempio, muffe ed umidità), le cause di dispersione termica, gli interventi posti in essere per contrastare le muffe, il freddo invernale e l’umidità del periodo estivo, il rapporto tra costi della bolletta energetica e le abitudini e gli stili di vita delle famiglie coinvolte.

Tale censimento, supportato da una meticolosa raccolta e analisi delle bollette per un profiling dei consumi degli appartamenti di Borgo Furo (audit), è stato utilizzato sia per definire gli scenari di intervento ed il progetto tecnico di riqualificazione energetica degli edifici, sia per impostare un sistema di monitoraggio dei consumi in remoto.

Infatti, gli stessi inquilini saranno al centro del progetto DREEAM anche nelle fasi post-intervento: dei dispositivi di monitoraggio verranno installati presso ciascun appartamento, permettendo di monitorare in remoto (wifi) i consumi, verificando regolarmente i parametri energetici e – di conseguenza – la qualità e l’efficacia degli investimenti effettuati.

Il gruppo di lavoro del progetto DREEAM ha imparato molto in questa fase di confronto con l’utenza finale. Uno dei messaggi che il progetto certamente consegnerà alla Commissione Europea è che il coinvolgimento puntuale degli inquilini nella fasi propedeutiche dell’intervento risulta strategico per un buon progetto di riqualificazione energetica di edifici di grandi dimensioni.

Alcuni inquilini sono stati direttamente coinvolti anche nelle attività di comunicazione del progetto. Sono state realizzate alcune video interviste con un gruppo di inquilini di entrambi gli edifici pilota di via Borgo Furo, che gentilmente hanno messo il loro tempo a disposizione del progetto. Per ragioni di privacy, tuttavia, tali interviste non sono più pubblicate.

Tali interviste, che miravano ad approfondire alcuni aspetti legati ai consumi energetici nella vita quotidiana, sono state realizzate in tutti i siti pilota di progetto, dunque anche a Berlino e Padiham, e contribuiscono ad una complessiva strategia del progetto DREEAM per sensibilizzare i proprietari degli edifici pubblici residenziali e gli stessi inquilini verso l’adozione di misure di risparmio energetico per la riduzione dei consumi e per rispondere alla sfide dei cambiamenti climatici in atto.

​Parlano di noi​​

Il Gazzettino, 13 marzo 2018

La Tribuna di Treviso, 13 marzo 2018

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Pagina aggiornata il 06/03/2026

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